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ARS CANTUS
VIGEVANO è il comitato organizzatore del concerto di
ottobre in onore del Beato Matteo Carreri... |
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Per
l'organizzazione:
Gabriele Branca
cell: 328 46 11 021
gabrieleavbranca@gmail.com
Info sul sito:
webmaster:
vittiluc@tin.it
Realizzazione:
Simply-Project
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Chi siamo |
La storia dell’Ars Cantus Vigevano nasce da una scommessa fatta da tre amici, poco più che ventenni, conosciutisi tra i banchi del Liceo Classico di Vigevano: uno studente di ingegneria a Pavia, l’altro di lettere classiche a Milano, l’altro ancora in Seminario.
Era la fine del mese di giugno del 2001 e i tre tornavano da un concerto tenuto nel chiostro della Collegiata di Abbiategrasso: la comune passione per la musica li aveva condotti ad ascoltare i “Carmina burana” eseguiti dall’Ars Cantus di Varese sotto la direzione del maestro Giovanni Tenti.
In macchina, sul ponte del Ticino, espressero un’idea un po’ azzardata ma ambiziosa: portare il complesso a Vigevano, ed offrire ai propri concittadini un momento di musica classica aperto a tutti.
Era il centenario della morte di Verdi e a Vigevano si era parlato di iniziative, concerti… ma tutto era rimasto campato per aria.
Un peccato che la nostra città non avesse una occasione di incontro col grande Verdi.
Informatisi che il maestro Tenti stava portando in giro per la Lombardia l’esecuzione della “Messa da Requiem”, non si trattennero da mettere in cantiere l’idea vagheggiata quasi per scherzo.
Ad ottobre, in occasione delle feste patronali cittadine, si poteva trovare una collocazione ideale e prestigiosa.
E cosa c’era di meglio che ospitare il concerto sotto le volti gotiche della chiesa di San Pietro martire, nella cui cripta i Vigevanesi venerano da cinque secoli il loro Protettore, il Beato Matteo Carreri?
Il prevosto, mons. Stefano Cerri, a cui – con qualche affanno- esposero l’idea, li prese sul serio.
La terza domenica d’ottobre andrà bene al Tenti? Come chiudere meglio le feste patronali!
Trovata la chiesa, da trovare i soldi.
Qualcun altro prese sul serio i tre ragazzi: e tra questi la Fondazione di Piacenza e Vigevano e il Lions Club Vigevano HOST, che aderirono all’iniziativa e decisero di concorrere al pagamento delle spese organizzative.
Si trovarono altri sponsor, altri amici per aiutare le varie incombenze.
Per la fine di settembre i manifesti erano pronti; anche i libretti di sala eleganti e completi (un salasso…).
Se primo scopo era portare un momento di alta musica a Vigevano, e farlo creando un evento il più possibile aperto a tutti (non in maniera elitaria ed intellettualoide), si aggiungeva di poter offrire una bella conclusione per le feste patronale, con un programma di prestigio e di alti valori spirituali, come il Requiem di Verdi.
E poi si poteva presentare all’attenzione della cittadinanza un progetto di valorizzazione del patrimonio storico ed artistico della nostra città, sostenuto dalla buona volontà e generosità. Restando anche nell’ambito della parrocchia ospitante di San Pietro martire.
A poche decine di metri, erano in corso i lavori di recupero di una piccola chiesa, il Cristo, i cui restauri, promossi dal FAI nel 1993 erano dal 1996 passati a carico della parrocchia, che poteva avvalersi di un bel gruppo di volonterosi fedeli decisi a riportare in vita questo luogo della fede dei Vigevanesi e restituirlo alla godibilità architettonica.
Si decise così che le offerte raccolte all’ingresso andassero devolute a sostenere i restauri, e contemporaneamente si presentasse il progetto al grande pubblico. Il grande pubblico.
Ecco la preoccupazione. I nostri tre amici erano ben consapevoli che i concerti attirano ben poco pubblico, e la chiesa del Beato Matteo è fin troppo grande.
Aperto il portone di San Pietro martire, l’ansia montò.
Poi la chiesa cominciò a riempirsi, e i banchi e le sedie a non bastare, e neanche le duecento poltroncine in aggiunta, messe a disposizione dal Comune.
Una grande folla, in piedi, dappertutto, che cresceva anche dopo l’inizio. E poi l’entusiasmo di tutti, la commozione di molti; il maestro Tenti e il suo grande complesso avevano saputo rendere le struggenti melodie di Verdi con intensità tale da coinvolgere tutti.
Il successo sorprese innanzitutto gli organizzatori. E allora perché non replicare?
Il 2002 con la “Messa di Nelson” di Haydn, il 2003 con la “Sinfonia dal Nuovo Mondo” di Dvorak, il 2004 con l’”Eroica” di Beethoven, il 2005 con un programma compositi di pezzi d’opera.
In cinque anni la presenza del pubblico, e il gradimento anche dei più esperti non solo era stabile, ma tendenzialmente in crescita: ormai il concerto di chiusura delle feste patronali di Vigevano, il pomeriggio della terza domenica d’ottobre è entrato nella tradizione della nostra città.
Lo sforzo degli organizzatori è stato accompagnato, incoraggiato e sostenuto dall’entusiastica adesione di molti altri collaboratori, sponsor, e soprattutto della Fondazione di Piacenza e Vigevano che ha compreso essere questa la formula giusta per portare cultura musicale in città, con un grande riscontro di pubblico, e con un investimento davvero piccolo (in confronto ad altro…).
L’edizione del 2006 ha segnato un passaggio: i cinque concerti avevano procurato contributi e adesioni al restauro della chiesa del Cristo, conclusi e inaugurati ufficialmente il 14 settembre.
Quell’anno si è deciso di rivolgere l’attenzione ad un’associazione di volontariato che da anni opera proprio all’ombra del campanile di San Pietro martire, in locali messi a disposizione dalla parrocchia, in quello che fu il convento dei Domenicani.
Il “Fileremo” lavora per l’orientamento dei disabili, offrendo sostegno, educazione ed animazione ad essi e le loro famiglie. Si è voluto sensibilizzare la cittadinanza su questa preziosa realtà e il suo oneroso progetto per la ristrutturazione della nuova sede, che per singolare coincidenza si trova a pochi passi dalla chiesa del Cristo. E a non molta distanza, presso l’Istituto delle Suore Maddalene, si trova la realtà che per l’edizione 2007 si vuole sostenere: “Madre amabile”, altra struttura d’accoglienza.
Per proseguire in questo sogno, quei tre amici hanno dato vita, con l’appoggio e l’adesione di esponenti del mondo della cultura e del volontariato del territorio, ad una nuova associazione culturale: Ars Cantus Vigevano, in collegamento con l’esperienza portata avanti dal maestro Tenti in Varese.
Lo scopo è di raccogliere uomini e donne, giovani e meno giovani, che partendo dall’esperienza degli anni scorso vogliano proseguire nel cammino di avvicinare il grande pubblico alla musica, alla riflessione, al patrimonio artistico e al mondo del volontariato e della solidarietà in Vigevano.
Il concerto tradizionale di conclusione delle feste patronali in onore del Beato Matteo può divenire un punto di partenza per altre iniziative, per l’incontro e la condivisione di progetti per una città più bella e più vivibile.
Una proposta che vuole aggregare e dialogare con le molte del territorio, attuando una collaborazione in primo luogo con le altre associazioni culturali.
Ars Cantus ha una sede, presso la chiesa del Cristo, in via Rossini 1 a Vigevano.
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